Terre d'ascolto

Terre d'ascolto

La qualità della nostra Vita è la qualità delle nostre relazioni, a cominciare da quella con sè.

Un luogo non luogo dove ascoltare, trovare, creare, confrontare, guardare, riflettere sul cammino straordinario che è la Vita.
Per ascoltarsi, crearsi, confrontarsi, guardarsi, riflettersi.
Per Amare ciò che è. Adesso. Incondizionatamente.

Una vita a 160

RiflessioniPosted by Carlo 10 Jun, 2014 07:08:00

Da appassionato motociclista, si potrebbe pensare mi riferisca alla velocità, invece no, mi riferisco alle lettere, o caratteri. Quello che ha inventato gli sms di certo se avesse immaginato quale rivoluzione avrebbe portato, forse ci avrebbe pensato meglio prima di renderla pubblica. O forse no, in un mondo che va a rovescio, dove in cima alla piramide dei valori c'è il denaro, di certo nessuno rinuncerebbe a tali guadagni. La comunicazione in ogni ambito, ormai, va a 160 caratteri, qualunque cosa li superi, fosse la più interessante, non viene neppure presa in considerazione. Il successo di Twitter ne è la conferma. Da quì, ovviamente, nascono e si dilagano tutte le storpiature del linguaggio che stanno facendo perdere il corretto modo di scrivere le parole e anche il loro significato vero. Un messaggio su Facebook che superi le tre righe, non ci si ferma neppure; i quotidiani sul web si sono adattati, facendo due formati, quello gratis ha gli "estratti" brevissimi degli articoli, quello a pagamento ha gli articoli completi, numero degli abbonati a pagamento vicino all'infinitesimo. Ne consegue una formazione culturale e sull'attualità, ristretta, "riassuntiva" che diventa deforme, informe. Le persone non hanno tempo o non hanno voglia di approfondire? I luoghi deputati alla lettura sono cambiati, una volta erano biblioteche, parchi, giardini, la poltrona di casa, il bar. Oggi si legge "mordi e fuggi" sul telefonino o altro supporto, mentre si aspetta l'autobus, in metro, mentre fai la fila alla posta. Da quì la "necessità" di leggere testi brevi, a volte da già fastidio chi scrive sms troppo lunghi. Cosa porta tutto questo? Guardiamo i social, ormai pullulano di citazioni di altri, per quanto possano essere divertenti o profonde, ma pur sempre di altri. Le persone usano sempre meno il proprio pensiero, trovo una frase carina, che sia breve, clicko "condividi" e il gioco è fatto, le persone pensano che sono intelligentissimo perchè ho trovato questa cosa carinissima da diffondere. Da un lato può andare anche bene, si fa divulgazione di Osho, Krishnamurti, Coelho, tra quelli che vanno per la maggiore, ma quanto realmente passa di questi pensieri nobili? Li condivido perchè li sento miei, mi risuonano, o perchè sono e fanno "fighi" in un mondo dove l'immagine da esteriore sta diventando anche interiore? I messaggi che porterebbero a riflessioni per togliere le maschere, ne stanno creando di nuove? Lo sviluppo del proprio pensiero è la crescita dell'uomo verso la propria unicità, clickando "condividi" il pensiero resta quello di chi ha scritto in origine. E sfioro solo i risvolti nella qualità di relazione di tutto ciò, ovunque intorno a noi persone, coppie, amici, con lo sguardo spiaccicato al cellulare, o smartphone o tablet, non si parlano più, stanno fianco a fianco al ristorante, al pub, in tram, persino in piscina, senza parlarsi, fissi sul monitor, oppure rispondendo distrattamente a chi gli sta di fronte, tra un sms, un tweet, un "mi piace", e l'altro. È necessario che il buon esempio verso la riscoperta dell'importanza della lettura arrivi dagli adulti, i quali insegnino che la comunicazione "liquida" è uno strumento da usare non da abusare. Purtroppo, non ci pensano nemmeno, sono impegnati a twittare.

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Passioni

RiflessioniPosted by Carlo 05 Jun, 2014 10:21:17

Stanotte facevo fatica a dormire, ero agitato, un pensiero continuava a girare nella mia testa, quando è così, lo scrivo e mi aiuta. Vorrei condividerlo con voi. La parola "passione", ci apre a vari significati, che in realtà dopo un certo percorso portano ad un unico traguardo: l'emozione. Unico vero carburante della nostra Vita. Per esempio, c'è la Passione amorosa, che "sentiamo" verso una persona, colpiti dall'attrazione fisica, intellettuale, empatica. Poi c'è quella che "sentiamo" verso uno sport, un oggetto, una scienza, l'arte, la cultura. Da quì nascono le grandi storie d'amore, i record memorabili, gli artisti che lasciano tracce indelebili, le scoperte che salvano vite e portano l'uomo nello spazio, le persone che ci stimolano a credere in un mondo migliore, etc...
La stessa emozione vive nelle persone che incontriamo ogni giorno, mia mamma è appassionata di lavoro a maglia e fa cose bellissime, la figlia della vicina che ha incontrato in riviera l'uomo della sua vita, il panettiere giovanissimo sotto casa che ha appena avuto una figlia splendida con una ragazza conosciuta a una festa, l'imprenditore appassionato di meccanica che si è inventato una nuova macchina per raccogliere le olive semplificando la vita di chi vive negli uliveti, il tizio che si allena ogni giorno per partecipare alla gara amatoriale di ciclismo, l'amica che scrive il libro per dare uno strumento ai giovani per trovare un lavoro, un'altra amica appassionata di fotografia che ha fatto la sua prima mostra in un oratorio, a modo proprio, molti di noi ha una passione che lascia un segno, più o meno profondo, nella propria vita e nel mondo.
Una delle mie passioni è la motocicletta, papà me la ha passta, tra le poche cose buone che da lui ho avuto in un tribolato rapporto che solo nella sofferenza ho capito quanto fosse importante.
Fin da bambino quegli oggetti a due ruote con un motore mi hanno affascinato, mi regalavano quella sensazione di libertà, di potenza, di esaltazione.
Indimenticabili le liti con mamma che non voleva nemmeno sentirne parlare, eppure era stata passeggera di papà anche nel viaggio di nozze. La paura di perdermi era troppo forte per lei, non riusciva a comprendere, allora e anche oggi, quanto e perchè fossi attratto da queste moto. Incomprensibile per lei cosa mi suscitavano, desiderio di evadere, di viaggiare, di scoprire un mondo del quale stavo appena cominciando a vederne i confini nascosti dietro casa. Con i soldi guadagnati nei lavoretti estivi ho acquistato il primo motorino e poi la prima moto "vera", orribile e un catorcio per tutto il resto del mondo, per me era bellissima. La prima vacanza in Puglia con la fidanzata di allora, ancora non era obbligatorio il casco, si girava con i pantaloni corti e improbabili occhiali da sole di finte imitazioni di marche famose. Rivedere quelle foto suscita tenerezza. Con l'inizio dell'attività lavorativa, ho potuto concedermi qualcosa in più, anzi molto di più. Sono uno dei fortunati che ha potuto permettersi tra le più belle moto mai prodotte, utilizzate anche per avere quel momento di attenzione, di gloria, di riconoscimento che non avevo in altri modi. Con gli "enta" ho cominciato a scoprire e comprendere davvero il piacere del viaggio. Dopo avere girato tutta l'Italia, la prima meta "vera" da esploratore su due ruote è stata Capo Nord, un mito per ogni motociclista. Rimasi colpito, affascinato, estasiato, da quei paesaggi meravigliosi dove il verde delle colline, l'acqua di fiumi, fiordi, ruscelli, si mischiano con i ghiacciai che colano verso il mare. L'aria fresca sul viso, il cielo così azzurro da farmi pensare lo vedessi per la prima volta davvero. Quando vidi la prima renna, il mio volto aveva lo stupore di un bimbo che apre i regali sotto l'albero. Ricordi ancora oggi che mi fanno venire i brividi, tanto che ci tornai per altre due volte in momenti diversi della vita. Poi altri viaggi meravigliosi, la penisola iberica, i paesi dell'est europeo, il medioriente...quando, scendendo da un altopiano desertico al confine con l'Iran, mi trovai in mezzo a una spianata con la vista del monte Ararat, scambiai uno sguardo con un amico compagno di viaggio e mi scesero delle lacrime. Spesso ho intrapreso viaggi in solitaria, eppure mai mi sono sentito solo, ho sempre incontrato qualcuno con il quale condividere un tratto di strada, un'esperienza, una risata, un piatto di spaghetti, nascere un'amicizia di un giorno o di una vita. La moto mi ha fatto conoscere luoghi, persone, culture e soprattutto me stesso, avvicinato alle mie emozioni. Ho percorso centinaia di migliaia di chilometri, per un'avventura andando in edicola dietro casa, o dall'altra parte dell'Europa con tenda e sacco a pelo. Ho vissuto i tempi nei quali i motociclisti erano discriminati dagli albergatori, che quando ti vedevano arrivare infreddolito zuppo fradicio dopo una giornata sotto l'acqua, ti guardavano schifati e rispondevano "siamo pieni". Grazie a molti amici dai quali ho imparato qualcosa, mi sono divertito facendo le "mattate" sulle strade di curve, ridicole esperienze in pista, prediligendo oggi le passeggiate a ottanta all'ora con casco aperto ammirando i paesaggi, sentendo i profumi. Come scrisse un caro amico "posso rinunciare al piacere di andare forte, ma non posso rinunciare al piacere di andare piano!". Quando mi sento triste o la testa è presa dai problemi, prendo la moto faccio un giro e tutto torna a sorridere, ormai lo so da tempo, è la mia medicina. Dopo un lungo ricovero, appena ho potuto fisicamente sono salito in sella e mi ha aiutato a tornare "vivo" e lo fa ancora oggi. Tutto questo ha portato anche esperienza nella capacità di guidare, si impara la sensibilità nel capire cosa può fare chi incontri, anticipare qualche errore, farne sempre di meno. Certo, molte volte ho rischiato e mi è andata bene. Come quella volta da adolescente e incosciente senza patente, ho talmente rotto le scatole a un amico che mi prestò il suo 125 per un giretto e caddi, non troppi danni, che pagai, ma mi sentii un verme, anzi un pò ancora adesso: scusa Massimo! Nell'utilizzo stesso di questo mezzo è compresa una percentuale di rischio e il concetto di bravura è puramente illusorio, non è possibile prevedere l'imprevedibile. Mi suscita molta rabbia vedere ragazzi su moto o scooter che girano in maglietta, pantaloncini corti, casco non allacciato, infradito e simili, non sanno quanto è duro l'asfalto e quanto fa male quando lo incontri, e non serve a niente dirgli qualcosa, perchè i giovani si sentono invincibili e fino a quando non picchiano il naso da soli, non ascoltano nessuno. Come facevo io. E lo fanno anche la maggior parte degli adulti, lo constato tutti i giorni nella mia attività. Sensibilizzare alla prudenza e all'uso di un abbigliamento idoneo è compito delle istituzioni, certo, ma soprattutto di noi motociclisti "datati" con il buon esempio nell'uso del buon senso! I giovani non hanno bisogno di idoli, ma di buoni esempi da seguire. Non posso scordare l'unico incidente della mia vita, quando mi ricoverarono in ospedale vicino Trento, il medico davanti a me e una spaventatissima mamma disse "ringrazi questi, se lei non è su una sedia a rotelle. Lavorerei molto meno se tutti andassero in giro così", indicando il paraschiena e la tuta in pelle.
Lunedì scorso, ancora felice per il bel giro domenicale con gli amici sui colli tra Parma e Piacenza, leggo nel social di una ragazza di soli 23 anni, della quale leggevo i commenti fino al giorno prima, che perde la vita in un incidente alla guida della sua motocicletta verde. Una ragazza normale, con un bellissimo sorriso e una sana passione per la moto, come me quando avevo la sua età. È caduta travolgendo un pedone che ha perso la vita anche lui. Poco importano le circostanze, ragioni, torti, rimane solo questa tragedia di incontenibile sofferenza per famigliari, parenti, amici e che mi fa scendere fiumi di lacrime. E allora, cosa posso dire a quella mamma impaurita che mi chiede un parere perchè il figlio adolescente le chiede di avere una moto? Solitamente le direi che avere figli è come andare in moto, si accetta una percentuale di rischio, i genitori non possono pensare di tenere i figli sotto una campana di vetro, oggi i ragazzi si appassionano al freestyle in moto, sì, quelli che fanno quei salti acrobatici pazzeschi, agli altri freestyle in snowboard o bicicletta bmx, al fuoripista con gli sci, quanti praticanti e spettatori hanno questi sport? Lo sa bene un amico che fa il telecronista proprio di queste specialità in un noto network. Escono il sabato sera con gli amici, bevono qualcosa di troppo e/o fanno tardi, si mettono alla guida e poi leggiamo ogni settimana cosa succede. È capitato, tristemente, anche nella mia famiglia. Cosa facciamo? Impediamo loro di fare qualunque cosa sia potenzialmente pericolosa, impresa impossibile salvo tenerli chiusi in casa, o cerchiamo di educarli al meglio possibile con quegli strumenti che gli facciano capire i valori della vita e poi lasciare che facciano le esperienze, perchè la Vita (V maiuscola) è la loro, e i figli non sono una nostra proprietà ma sono "Persone" che è giusto facciano la loro strada, che comunque prima o poi faranno? Francamente, in questo preciso momento, non credo di avere una buona risposta, a quella mamma posso solo raccontarle la mia passione.

Ciao Helena, eri davvero troppo giovane.

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Alchimie

RiflessioniPosted by Carlo 04 Jun, 2014 12:14:22
La fisica ci insegna che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Mi sovvengono gli alchimisti, che cercavano di trasformare il ferro, materiale pesante, in oro, materiale più leggero. Intraprendere un cammino che porti verso la trasmutazione emozionale, ovvero il riconoscimento delle emozioni negative come opportunità, la scoperta del lato buono del trauma potrebbe portarci a riempire lo spazio di una vastità mai esplorata.

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Amare o un calesse?

RiflessioniPosted by Carlo 04 Jun, 2014 12:13:19
Sono sempre più stupito dal crescente numero di persone che dicono avere amato "come mai nessuno" una persona, e a distanza di tempo, non importa quanto, imprecano sperando le accada le peggio cose! Il concetto di "amore" è estremamente volubile e inconsistente....

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Migliorarmi?

RiflessioniPosted by Carlo 04 Jun, 2014 12:11:47
Perchè la continua ricerca ad essere migliore quando il massimo che posso essere è il profeta della mia stessa resurrezione a una Vita sempre nuova?

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Scarpine...

RiflessioniPosted by Carlo 29 Apr, 2014 10:42:14
Ostinandosi a cercare la proprietaria della scarpina di cristallo, si perde l'opportunità di sposare la commessa del negozio di scarpe...

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Pensieri negativi contromano

RiflessioniPosted by Carlo 25 Apr, 2014 21:10:07
Questa mattina in bicicletta riflettevo che i pensieri negativi nella vita sono come il vento contrario mentre si pedala. La differenza è che per il vento non possiamo fare nulla.

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Umiltà

RiflessioniPosted by Carlo 25 Apr, 2014 21:05:35
“L’umiltà è il fondamento di tutte le virtù, e nelle anime dove essa non è presente, non vi può essere nessun’altra virtù, se non di pura apparenza. Allo stesso modo, l’umiltà è la disposizione più propria per ricevere tutti i doni celesti. È tanto necessaria per raggiungere la perfezione, e tra tutte le vie per arrivare alla perfezione la prima è l’umiltà, la seconda è l’umiltà, la terza è l’umiltà”. (Sant’Agostino)

È la più bella e profonda delle qualità dell'Essere. Su questa frase, mi accorgo quanto è importante continuare il lavoro intrapreso per coglierla appieno e quanto, molto spesso, proprio coloro che ne fanno un baluardo, ne siano privi cadendo in un narcisismo sconfinato. E, forse, anch'io scrivendolo...

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