Terre d'ascolto

Terre d'ascolto

La qualità della nostra Vita è la qualità delle nostre relazioni, a cominciare da quella con sè.

Un luogo non luogo dove ascoltare, trovare, creare, confrontare, guardare, riflettere sul cammino straordinario che è la Vita.
Per ascoltarsi, crearsi, confrontarsi, guardarsi, riflettersi.
Per Amare ciò che è. Adesso. Incondizionatamente.

Amare ciò che è

RiflessioniPosted by Carlo 28 Feb, 2017 12:49:52

Ci sono eventi che cambiano la vita, la percezione stessa del significato di vivere, non come verbo, come profondo contatto con il sè più profondo. Se l'evento ti porta nel baratro della paura, nella pozza nera della nevrosi, dove la sopravvivenza in pericolo ti porta nella ruminazione del pensiero negativo in modo ossessivo, puoi affondare. Oppure, risvegliarti. Comprendere, come dice una grande Maestra, che "fare del limite un'opportunità" è la risorsa.

Tre mesi in un letto, sono lunghi a momenti lunghissimi, in quella stanza apparentemente asettica, che diventa la mia casa con i ritmi scanditi da rituali innaturali, le persone, anzi Persone, con i camici bianchi che la frequentano, che diventano amici e soprattutto angeli custodi.

Il limite è dato dalla sofferenza per la malattia, per la paura, per quello che senti e vedi intorno.

Un istante sono nel baratro, nella pozza, un istante dopo entra un raggio di sole e il buio scompare.

Quel momento che stavo vivendo era comunque la mia vita, potevo arrendermi e continuare a subirla o viverla. Ho scelta la Vita, e allora è diventata una straordinaria opportunità per comprendere cosa mi ha portato lì.

Ho iniziato a guardare al mio passato, senza giudizio, solo per ciò che è stato. Ho compreso che vado bene così come sono, la competizione costante con me e con gli altri era assolutamente inutile e deleteria poichè mi aveva sempre più allontanato dalla mia natura tanto da non conoscerla più. Una competizione insensata che nasconde bisogni da soddisfare con l'adesione a qualsivoglia modello di riferimento. L'amore per ciò che è fa scomparire l'odio di sè e porta all'amore per l'altro da sè, perchè lo vedo per ciò che è, come sono io, con parti di luce e ombra. Perchè soffrire, vedendo di me e dell'altro, le ombre, quando sono ed è tutta luce? Quale scusa posso inventare oggi per non vedere la trave nel mio occhio? Che l'altro è male perchè ha il male "dentro"? Allora ce l'ho anch'io. Quante volte ho fatto soffrire qualcuno volontariamente o senza rendermi conto? Sono anche luce e lo è anche l'altro. Sta a me scegliere cosa voglio vedere. La risposta ai quesiti è già il cammino verso il risveglio, la rinascita, la nascita di un nuovo Amore.

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Davvero voglio la democrazia?

RiflessioniPosted by Carlo 14 Nov, 2016 18:35:18

Ho trovato in rete due definizioni di democrazia che hanno colto la mia attenzione, la prima cita: "Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti.", la seconda: "Sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione."
Riflettendo su queste definizioni alla luce di quanto appena accaduto negli USA e quello che sta accadendo nel nostro Paese e in Europa, mi sono sovvenute delle perplessità.
Il nuovo Presidente degli Stati Uniti è stato eletto grazie ad uno strano meccanismo, quello dei cosiddetti Grandi Elettori, ovvero i cittadini che si recano alle urne non votano direttamente il presidente, ma scelgono i 538 «grandi elettori», un numero pari alla somma dei senatori (100) e dei deputati (435) che compongono il Congresso americano, oltre a tre rappresentanti del District of Columbia, dove si trova la capitale Washington. Il voto è Stato per Stato ed il sistema è maggioritario ovunque tranne che in Maine e Nebraska: chi vince uno Stato, quindi, si prende tutti i grandi elettori che assegna. Per diventare presidente bisogna ottenerne almeno 270. Infatti la Clinton ha preso in senso assoluto circa 200.000 voti in più rispetto a Trump, ma grazie al meccanismo sopra descritto ha vinto il cosiddetto Tycoon. E' democratico questo? In Europa le decisioni che vengono imposte a tutti, non vengono prese dal Parlamento Europeo, unico organismo i quali rappresentanti potrebbero essere liberamente eletti dai cittadini dell’UE, ma da un altro organo che ha il nome di BCE (Banca Centrale Europea) insieme alla SBCE (Sistema Banche Centrali Europee) che ha potere assoluto e delle quali fanno parte tutte le banche centrali nazionali che parallelamente a quanto successo in Italia nel 1981 dopo il colpo di stato messo in atto attraverso una semplice lettera e senza chiedere il permesso a nessuno men che meno al parlamento commettendo un vero e proprio crimine mai pagato dall’allora ministro del tesoro Beniamino Andreatta con il divorzio dalla Banca d’Italia allora governata da Carlo Azeglio Ciampi facendola diventare una banca d’affari come tutte le altre che NON si occupa più di tutelare gli interessi dello Stato con l’obbligo di acquisto dei BOT che garantivano la copertura del debito pubblico che schizzò in 10 anni dal 58% al 120% portandoci nell’attuale baratro incolmabile, dicevo le banche centrali nazionali sono diventate banche di affari a tutti gli effetti che senz’altro si occupano dei propri interessi e non certo di quelli dei cittadini quando si siedono al tavolo con tutti i loro colleghi.
Per dovere di cronaca 10 anni dopo Andreatta dichiarò candidamente al Sole24ore che quel divorzio era talmente osteggiato da tutti che se non avesse fatto quella “sporca” della lettera senza dire niente a nessuno, non sarebbe mai passata, e una volta fatto era troppo complicato tornare indietro! Uno dei principali crimini che mette in atto la BCE è nel suo stesso statuto dove cita che “essa stabilisce i tassi di interesse nell’area Euro perseguendo quale obiettivo primario la stabilità dei prezzi” privando di fatto i singoli stati della propria sovranità monetaria, (che per quanto ci riguarda è già un reato anti costituzionale) e qualunque persona abbia nella sua vita avuto contatti con una attività economica sa bene che la stabilità dei prezzi significa necessariamente il ribasso dei salari, poichè all’aumentare dei prezzi essi aumentano e il conseguente potere di acquisto della popolazione con la possibile inflazione che va tenuta sotto controllo, non deve essere nè troppa nè troppo poca, se si vuole crescere (chi ha voglia si cerchi la Curva di Phillips che lo spiega benissimo). Il presidente di questo istituto, la BCE, altamente filantropico è Mario Draghi, uomo di Goldman Sachs una delle banche più potenti del mondo che ha un utile netto annuo pari a circa tre volte (!) il PIL del nostro paese. Tutto questo è democratico?
Chi prende decisioni in Italia? Un governo capitanato da un presidente del consiglio, che è stato nominato attraverso una legge elettorale (il cosiddetto Porcellum) che per parola dello stesso suo promotore Calderoli (sigh), allora ministro per le riforme del governo Berlusconi, ha dichiarato alla trasmissione Matrix di Mentana “L’ho scritta io ma è una porcata!”. Con questa norma i membri del Parlamento cessano di essere eletti direttamente dai cittadini ma vengono eletti unicamente secondo l’ordine di inserimento nelle liste deciso dalle segreterie dei partiti al quale si aggiunge un premio di maggioranza alla camera dei deputati in favore della coalizione vincente a prescindere dalla percentuale di voti raggiunta, ottenendo con questo premio i famosi 340 voti necessari per detenere la maggioranza alla Camera e fare quel che si vuole! Insieme ad altre schifezze tipo il voto di sbarramento al 4% e al 10% (!) per le coalizioni per avere seggi alla Camera e 8 e 20 per il Senato. Ecco, questa porcheria che ha mandato al governo chi comanda attualmente, ha approvato leggi anche su trattati internazionali che hanno ulteriormente limitato la nostra sovranità anche monetaria, è stata giudicata dalla Corte Costituzionale illegittima ma le elezioni invece lo sono e per questa strana e contraddittoria motivazione questo governo appunto illegittimo è rimasto lì a governare sino ad oggi! Va da sè che leggi approvate da un governo illegittimo dovrebbero essere anch’esse illegittime, invece no! E chi ha deciso questo? Bhè, basta leggere la famosa lettera inviata dalla BCE al nostro allora primo ministro Berlusconi nella quale sotto la pistola alla tempia di uno spread (la differenza tra il valore dei nostri BOT e quelli di riferimento tedeschi) che stava salendo paurosamente solo ed esclusivamente perchè fomentato dalle banche di affari tra le quali, guarda caso, proprio Deutsche Bank che adesso deve rispondere al coraggioso giudice di Trani che ha fatto la denuncia per le schifezze che ha combinato con la vendita massiccia dei nostri titoli di stato facendo così alzare appunto lo spread e facendoci perdere credibilità tanto che le varie agenzie di rating abbassarono paurosamente il nostro valore, hanno dettato tutta una serie di restrizioni che hanno portato alla attuale situazione economica disastrosa del nostro paese. iI Berlusca, che sarà tutto quel che si vuole ma non è uno stupido, aveva capito che quella lettera nascondeva una trappola e andò dai burocrati che la avevano scritta (Trichet e Draghi) a dirgli “marameo” io non ci sto e se rompete ancora le balle con ‘sta storia dell’austerity che ci porterà ad un impoverimento mai visto dal dopoguerra a oggi, faccio uscire l’Italia dall’euro! Cosa hanno fatto i simpatici finanzieri della BCE per convincere il governo Berlusconi legittimamente eletto dai cittadini a togliersi dai piedi? Attraverso manovre di compravendita dei titoli Mediaset, hanno fatto scendere l’utile netto da 160 milioni di euro a 7,5! E poi ci fu quel meraviglioso incontro tra gli ispettori della BCE e la commissione bilancio del senato durante il quale chiesero al senatore della Lega Nord Garavaglia: “Ma voi sosterrete il governo Monti?”, “mah, vedremo, c’è un governo in carica regolarmente eletto, se cade vedremo chi verrà nominato e decideremo…”, ribattono gli ispettori di Bruxelles “no, no, no, verrà fatto il governo Monti, voi lo sosterrete?”, Garavaglia rispose “No, non funziona così, noi siamo stati eletti in una maggioranza, se non sta più in piedi si va a votare e il popolo decide chi governa!”, gli ispettori ribatterono “no, no, no, non ci siamo capiti. Se voi non sosterrete il governo Monti, noi non compriamo i vostri titoli di stato (BOT) per due mesi e l’Italia fallisce!”, Berlusconi cadde, salì Monti (sempre casualmente anche lui uomo di Goldman Sachs) e poi Renzi, tutto questo con la benedizione dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano che anzichè sciogliere le camere ha permesso che questo governo illegittimo modificasse la costituzione!
Tutto questo è democratico?
A mio avviso no, ed inizio a pensare che forse non sono pronto alla democrazia, quella vera del quale scrivevo sopra, forse è meglio avere qualcuno che con il bastone e la carota mi dica cosa devo o non devo fare, perchè la democrazia richiede che le persone sappiano cosa sta accadendo nel loro paese, si assumano la responsabilità di essere cittadini e non sudditi, ma fare questo costa enorme fatica, serve innanzitutto capire se dentro di noi c’è la democrazia! Chiedo il rispetto delle leggi da parte di chi mi governa, ma io le rispetto o preferisco farmi i fatti miei calpestando qualcuno, tanto lo fanno tutti? Chiedo che il servizio pubblico sia efficiente e rispettoso della mia persona, ma io lo sono verso di lui, di me e verso gli altri? Chiedo persone capaci e competenti a gestire i miei interessi come persona, ma io mi informo su cosa accade intorno a me? Ecco a queste domande dentro di me non so ancora dare una risposta, perchè farlo richiede un lavoro personale profondo e io preferisco guardare la tv, andare al centro commerciale o a fare un giro in moto, scontrarmi con chiunque nella pretesa di avere ragione giudicando e offendendo, non confrontarmi con nessuno men che meno con me stesso, non ho voglia di leggere, studiare, informarmi, è così comodo digerire tutto quello che radio, televisione, giornali mi propinano e poi, finalmente, quando tutto va in rovina intorno a me lamentarmi che gli altri non hanno fatto niente per evitarla!
Grazie a Mauro Scardovelli per avermi dato lo stimolo ad iniziare a interessarmi di questi temi.



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In quale Stato sono?

RiflessioniPosted by Carlo 16 Jun, 2016 13:26:28
Questa mattina per puro caso mi sono imbattuto nella lettura della Costituzione Italiana che cita all'art. 1:

"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

e mi è sovvenuta questa riflessione.

Come mai i Padri Costituenti, tra cui uomini eccezionali per preparazione, cultura, umanità, visione, nel loro straordinario lavoro di messa a punto hanno voluto che fosse scritto questo?
Come mai il "lavoro" è citato all'inizio del documento fondativo più importante della nostra Nazione?
La mia riflessione è che forse chi lo ha redatto abbia compreso che il lavoro sta alla base di ciò che rende una persona tale di questo nome. Lavoro che personalmente intendo in due modi: uno è quello che permette di percepire un emolumento fondamentale per il nostro sostentamento, l'altro a mio avviso è almeno altrettanto importante se non di più ed è quello che mi permette di rendermi conto di chi sono. Ovvero il lavoro verso la Consapevolezza. Quel cammino di ricerca per comprendere chi sono davvero, che mi porta a vedere quali convinzioni e credenze albergano nelle parti più profonde di me delle quali non so nulla e che mi sono state inserite dal primo giorno della mia esistenza come programmi nei dispositivi elettronici che uso ogni giorno. Penso che se ognuno svolgesse un "lavoro" per risolvere gli enormi conflitti interni che portano a quelli esterni per i quali ci sono mille giustificazioni, per riportare all'ascolto delle emozioni e quindi a quel tempio che è il corpo, allora si potrà essere nell'"ascolto di Sè" e così riconoscere il vero "stato" (quello interiore). Iniziare a vedere i partiti politici che compongono il parlamento interno e che ognuno di essi rappresenta una parte che chiede di essere ascoltata ed ha le sue ragioni che hanno fondamenta nelle ferite del passato che chiedono di essere curate da un presidente del consiglio adulto che le ascolta, sa come prendersene cura e quindi mediare la migliore soluzione in accordo con tutte le parti eliminando così le lotte interne e quelle sterne. Dalla discussione al dialogo, dall'urlare all'ascolto, dal giudizio alla compassione, dal conflitto alla pace. Così si potrà comprendere che ogni individuo è parte di un partito politico all'interno di un parlamento molto più grande, quello che comprende l'intero pianeta, ovvero che "uno è tutto e tutto è uno", siamo tutti connessi come sono connesse tutte le nostre parti interne a formare ciò che siamo. E allora sì potremo occuparci dello Stato in maniera davvero consapevole affinchè ciò che è scritto nella Costituzione, abbia davvero un senso. Se vogliamo davvero un mondo diverso, è necessario ripartire da noi stessi, senza se e senza ma. Il mondo sarà diverso solo se noi saremo diversi, come ci insegna Gandhi.







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Un Mondo (Disney) nuovo

RiflessioniPosted by Carlo 23 Sep, 2015 09:30:15

Da qualche giorno leggo sui social e su altri media gli entusiastici commenti sull'ultimo film Disney Pixar dal titolo "Inside out" (per precisione distribuito dalla prima e realizzato dalla seconda), certamente onore al merito di avere prodotto un lungometraggio che parli di emozioni in maniera così efficace e tale da stimolare riflessioni.

Davvero una bella iniziativa nella direzione di risvegliare le coscienze verso l'ascolto di sè e di conseguenza migliorare la qualità della relazione con sè e con l'altro, quindi di andare nella direzione di un mondo nuovo.

Da oggi finalmente i dipendenti delle fabbriche cinesi, del Bangladesh e altri paesi orientali, che producono per Disney pupazzetti, magliette e merchandising vario, riceverà salari congrui in ambienti di lavoro che diventeranno salubri e ottimali così non avranno più ragioni per scioperare e gli operai ricevere minacce di licenziamento; le donne non saranno più discriminate, nè picchiate, lavoreranno meno delle solite 18 ore e assumeranno personale sopra i 16 (a volte 13) anni (una delle fonti, in rete si trova molto altro:http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/07/laltra-faccia-della-disney-sfruttamento.html

Eurodisney farà prezzi uguali per tutti i visitatori a prescindere dalla nazionalità e la Commissione Europea ritirerà le denunce relative (fonte, ce ne sono millemila altre:http://www.dirittodicritica.com/2015/08/01/la-commissione-europea-punta-la-lente-su-eurodisney/

Disneyworld in Florida diventerà un vero paradiso come ci hanno fatto credere fino a oggi e si toglierà il soprannome di Mousewitz (Mickey Mouse + Auschwitz), ovvero uno dei peggiori luoghi d'America dove lavorare per condizioni salariali e ambientali (una delle fonti in italiano, in inglese si trovano anche i testi delle varie denunce e sentenze: http://www.nonsolodisneyland.com/t2687-lavorare-alla-disney-meglio-kabul )


E tutto questo sarà reso noto al pubblico e spiegato con un favoloso film di animazione proprio a quei bambini che tanto desiderano visitare i parchi divertimento, indossare magliette e possedere pupazzetti che non saranno più prodotti dai loro coetanei sparsi in mezzo mondo!

Insomma questo film segna la svolta per centinaia di migliaia di persone che ruotano nell'universo Disney, oltre che per i milioni di persone che lo vedranno e avranno spunti di riflessione! Tutto ciò, mi riempie di vera gioia!





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Ogni mondo è paese!

RiflessioniPosted by Carlo 23 Sep, 2015 08:25:02
A quanto pare "every world is a country", ogni mondo è paese! Emoticon smile Quindi anche la Volkswagen fa i magheggi e la prima della classe dimostra di essere come tutti gli altri, ha copiato i compitini agli esami, pare, comprandosi la maestra e il preside. Vedremo se gli daranno la solita bacchettata sulle manine o qualcosa di molto peggio gli arriverà dai fedeli acquirenti che come mogli/mariti si sentiranno traditi. Quì sotto il testo integrale dello studio fatto dall'istituto americano che li ha beccati con le mani nella marmellata, dal quale si evince, in verità, che non solo VW è fuori dai limiti imposti dalle normative, ma anche altre marche. Intanto vedremo cosa farà il governo tedesco di fronte a questa bomba atomica che sconquassa l'immagine di un Paese che ha fatto del rispetto delle regole, spesso imposte da loro specie in campo economico, un baluardo. La cosa che più mi incuriosisce è vedere come il mercato reagirà, in Italia chi va in giro con un'auto del gruppo VAG (tra gli altri Volkwagen, Audi, Porsche, Bugatti) fino a oggi lo ha fatto camminando con il nasino all'insù alla francese, chissà che succederà? Credo molto poco o nulla, innanzitutto chi si nutre di immagine riflessa nello specchietto di un'automobile con quattro anelli sul cofano non mollerà tanto facilmente ciò nel quale si identifica anche se non lo ammetterà mai neppure sotto tortura ed io per primo lo so bene, che di quella immagine riflessa mi sono nutrito per anni, inoltre la bolla è troppo grossa e senz'altro interverranno con qualche altro magheggio che ci farà credere che suvvia, che vuoi che sia...Ricordate il caso della Mercedes qualche anno fa quando le Classe A si ribaltavano all'attraversare di un gattino nero? Sembrava dovessero chiudere da un giorno all'altro....Quattro articoli sui media fatti come si deve e oggi il marchio gode di ottima salute. Troppo grandi gli interessi in gioco.
Certo si può anche fare un pò di dietrologia, guardacaso lo studio è stato fatto dagli americani che non amano il diesel, anche perchè da loro costa più della benzina, in questi anni il gruppo VAG ha spinto parecchio per entrare nel mercato USA puntando proprio sulle minori emissioni e consumi del loro motore diesel e, si sa, gli statunitensi non amano molto chi cerca di invadere il loro mercato. A suo tempo fecero carte false per non fare entrare i giapponesi, ma poi si arresero di fronte ad una qualità di prodotto non paragonabile ai cassoni che producevano a Detroit. Sarebbe interessante che qualcuno controllasse per benino emissioni e consumi dichiarati anche quì in Europa. Intanto dal 2017 sarà obbligatorio anche da noi in fase di omologazione un dispositivo che verifica le emissioni su strada, contrariamente a quanto accade oggi che le verifiche vengono fatto al chiuso con le auto sui rulli. Del resto è arcinoto che i consumi e le emissioni dichiarati dalle case costruttrici sono ben lontani dalla realtà , essendo superiori anche del 20-30%, e sarebbe ora che qualcuno ci mettesse il naso in questa truffa ai danni del consumatore. Chissà se davvero ne vedremo delle belle...
http://www.theicct.org/nox-control-technologies-euro-6-diesel-passenger-cars

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Sabato Santo

RiflessioniPosted by Carlo 04 Apr, 2015 09:24:09
Oggi è Sabato Santo, secondo alcune tradizioni cristiane dei primi secoli, Gesù venne deposto nel sepolcro il venerdì, con la sua Divinità ed Anima umana, non con il suo copro incorruttibile, discese agli inferi e dopo circa quaranta ore vinse la morte ed il diavolo, aprendo le porte del Paradiso alle anime giuste morte prima di lui. Dopo questa missione si ricongiunse al suo corpo terreno per il mistero della Resurrezione che viene celebrato nella Pasqua.
Vorrei ricordare con queste parole tutti coloro che stanno attraversando quel baratro di tristezza, infelicità, confusione, conflitto interiore. La lotta negli inferi può durare al massimo quaranta ore, ed ognuno di noi ha il proprio orologio interno, ma finisce, nel momento in cui proprio lì in fondo si vede che c'è la luce che tutti abbiamo dentro per andare verso la Pasqua. In questo percorso, guardiamoci intorno, chi può sostenerci a volte è lì davanti a noi e neppure lo vediamo. Auguri a tutti.

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tornare alle origini?

RiflessioniPosted by Carlo 06 Mar, 2015 10:00:27
In questi ultimi giorni ho notato sui social il proliferare di post con citazioni di Osho e del Buddha, tra gli altri, due Grandi Maestri che stimo moltissimo, specie il secondo. Mi chiedo come mai abbiano tanto fascino... Personalmente sto scoprendo quanto nelle nostre origini, nel Cristianesimo, ci siano i medesimi concetti espressi in maniera a noi più facilmente comprensibile, in quanto più culturalmente famigliari, che grazie allo straordinario lavoro di biblisti, filosofi, scrittori illuminati, mi sovvengono Marco Guzzi, Vito Mancuso, Luciano Manicardi, Don Alberto Maggi che nei loro libri e video ci spiegano con parole ancor più chiare e semplici quanta Verità ci sia nelle parole del Cristo e di altri Maestri della nostra tradizione come San Francesco o Sant'agostino. Scoprire cosa davvero fosse scritto nei testi sacri del Cristianesimo, mettere in discussione i dogmi che sin da bambini ci vengono "installati" come programmi in un computer, per comprendere il vero originario messaggio anche alla luce delle recenti scoperte. Come mai siamo colpiti dall'esotico e non andiamo alle radici profonde del pensiero a noi più vicino? Sì, certo, c'è un pò di moda, di new age, ci si da un "tono" di "spiritualità" che tutto sommato ci sta, comunque vengono fatti girare messaggi con contenuti di crescita che, anche se letti di fretta magari lasciano qualcosa anche nei più distratti. Rimango dell'avviso che sia preferibile conoscere una sola frase di un Grande Maestro e farla propria, sentirla dentro, incarnarla e metterla in pratica davvero piuttosto che conoscere a memoria tutti i Veda, le Upanishad, i Vangeli e non mettere in atto nulla, nessun cambiamento nel quotidiano. Certo, la chiesa cattolica ha le sue grandi responsabilità nell'avere diffuso negli ultimi due millenni messaggi fuorvianti, mistificati a fini di plagio per fare esercizio di potere; in questo il messaggio, la parola, il verbo, il logos non c'entrano nulla. È l'uso che gli uomini ne hanno fatto che ha creato l'attuale distanza che Papa Francesco fa di tutto per ridurre. Questo, in onestà intellettuale, vale anche per la parola di Osho o del Buddha, penso alla separazione tra tradizioni di pensiero buddhiste, ne ho appena avuto conferma nei due centri più più noti in Italia, l'Istituto Lama Tzong Kapa e il Soka Gakkai, piuttosto che ai conflitti tra i seguaci di Rajneesh e le altre scuole di pensiero. Anche in questi casi sono gli uomini che interpretano il messaggio per scopi in netta distonia con il contenuto stesso, più o meno consapevolmente. Forse una ricerca personale, non necessariamente di fede o di religione, solo di approfondimento del pensiero alle origini della tradizione a noi più famigliare, potrebbe rivelare sorprese a chiunque sia su un percorso iniziatico verso la Consapevolezza.
Un caro saluto a tutti.

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Uno sguardo sulla sanità

RiflessioniPosted by Carlo 08 Oct, 2014 09:34:14

I più recenti studi e sondaggi realizzati in Italia, ad esempio nel 2013 da Aned (Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati), e anche in altri Paesi come gli Stati Uniti, i quali risultati sono facilmente a disposizione sul web, indicano che la criticità più importante in questo momento nell’ambiente medico ed in particolare verso i pazienti cronici, è legato alla qualità della comunicazione interpersonale tra i protagonisti. Ovvero il malato si sente “curato” ma NON “preso in cura”, salvo alcuni casi di eccellenza in questo senso, la persona non si sente tale ma un “numero”. Medici, infermieri, personale di servizio, non riescono a creare con il paziente ciò di cui ha maggiormente bisogno nel momento più difficile, ovvero l’attenzione come essere umano. Il personale sanitario, anche a seguito della iper-specializzazione, è estremamente preparato dal punto di vista “tecnico”, ha perso di vista la qualità fondamentale del medico, ovvero, l’ascolto profondo, come scrivevo sopra salvo casi particolari che, infatti, emergono per questo aspetto. Proprio quella qualità che i fondatori della medicina hanno definito come fondamentale, una buona cura parte da un ascolto profondo del paziente, a partire dalla sua sfera ambientale ed emotiva. Per avere conferma di questo è sufficiente fare una breve visita in qualunque reparto ospedaliero o ambulatorio medico. Il tempo dedicato dal professionista o dal collaboratore, alla comprensione degli aspetti relazionali è quasi del tutto inesistente. Eppure gli studi hanno dimostrato come la qualità della relazione ovvero il fatto che il paziente si senta accolto, ascoltato, accettato in momenti così difficili nei quali si ritrova spaventato e disorientato, sia la parte fondante del processo di guarigione.

Negli ultimi tempi sono stati fatti alcuni passi in questo senso, ancora troppo poco. Le corsie degli ospedali e sale d’aspetto degli ambulatori pullulano di persone che lamentano questa carenza, frasi come “vado dentro, mi fa la ricetta senza neanche ascoltarmi”, oppure in corsia “è passato il medico, non ho neppure capito cosa mi ha detto”, vengono ripetute in continuazione. E’ evidente che questo processo richiede un cambiamento epistemiologico nell’approccio al paziente, ovvero l’attivazione da parte del personale sanitario delle qualità dell’essere come empatia, capacità di ascolto profondo, che in realtà è un ritorno alle origini della stessa disciplina medica cioè una relazione “empatica” con il paziente. Uno studio del 2012 promosso e condotto alla Thomas Jefferson University di Philadelphia, ha coinvolto circa 900 pazienti diabetici, spesso causa dell’insufficienza renale terminale, e una trentina di medici: i risultati, pubblicati sul Journal of American Medical Colleges e facilmente reperibili sulla US National Library of Medicine, hanno mostrato come i medici più “empatici” avevano pazienti in grado di controllare meglio parametri come emoglobina glicata e colesterolo. Analogo studio è stato svolto anche da un gruppo di ricercatori nazionali presso la ASL di Parma, il livello di empatia dei medici è stato misurato attraverso un questionario composto da venti domande che indaga la capacità del medico di capire dolore, lamentele e preoccupazioni del paziente offrendo il proprio aiuto e sostegno. Quindi, si è misurato il grado di controllo della malattia dei diabetici andando a registrare l'incidenza di complicanze metaboliche acute (dal coma agli squilibri elettrolitici gravi) che hanno richiesto un ricovero: secondo i ricercatori infatti la prevenzione di questo tipo di eventi è molto influenzata dal medico e da come gestisce ed educa il paziente.

I risultati, anche questi facilmente reperibili in rete, sono chiari: i ricoveri per complicanze acute, circa 130 nell'anno della valutazione, sono molto più probabili fra i pazienti di medici meno empatici. Se invece il dottore è comprensivo e vicino al malato, i guai sono molto più rari: solo circa una trentina di ricoveri arrivano da assistiti di medici che si identificano di più nelle sofferenze dei loro pazienti. Un dato sconcertante e che fa riflettere con la forza dei numeri. E’ evidente che il mondo della medicina non può valutare il lavoro del personale sanitario in base alla capacità di contenere i costi o districarsi nella burocrazia. E’ opportuno attivarsi con un livello formativo diverso dall’attuale e che sia rivolto all’insegnamento e alla riscoperta nel singolo delle vere qualità dell’essere.

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